martedì 22 settembre 2015

QUEL VENTO CHE MI SPETTINA, DENTRO.


L’altra sera l’ho sentito, ha provato a spettinarmi, mi ha fatto stringere la felpa forte forte, tirandola con le mani vicino alla gola.
L’ho sentito seccarmi gli occhi e raffreddarmi il naso.



E’ il vento di settembre, il vento del Nord, che inizia a vestire l’ autunno e gli ricorda di mettersi in viaggio che, prima o poi, gli toccherà arrivare fino a qua.
Quel vento che fa correre veloce le nuvole in cielo e fa sbandare anche molto altro, dentro di me.
Mi fa subito pensare a nuovi orizzonti, alla possibilità di un futuro meno convenzionale.
E’ difficile ascoltarlo, dargli retta, quando quasi tutti intorno sembrano già agghindati in ruoli prestabiliti, in situazioni, all'apparenza, definite.
Difficile spiegare quanto mi senta inserita in un’autostrada senza caselli, senza possibilità di uscita in strade alternative, più lente sì ma sicuramente molto più panoramiche..
Inserita in  una geografia limitante, per chi ha una curiosità invadente quanto la mia..
Forse è solo voglia di scappare. O forse no.
E’ voglia di studiare, di crescere, di confrontarsi con qualcosa di diverso.
Diverso da quello che sono diventata procedendo troppo per inerzia..
Diverso sì ma, in realtà, molto più affine a quello che sono e che ho un po’ dimenticato di essere..
Ho voglia di togliere il pilota automatico e ricominciare a usare cambio e frizione.
Fermare quell'indolenza che crede di aver capito tutto.
Perché in fondo lei, come molti altri, non ha capito niente.
Ma in fondo l’importante è che abbia capito io.


Alice

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